• Palazzo Avino, Palazzo Sasso, Storia

Cenni di Storia

Risalente al XII secolo, l’immobile storico di Palazzo Sasso, si affaccia su Via San Giovanni del Toro, quartiere dove in epoca medievale e rinascimentale risiedeva l’aristocrazia locale.

Il Passato

L’immobile prende il nome dalla famiglia Sasso di Scala, casata che vanta legami con San Romualdo, Monaco camaldolese, fondatore dell’ordine circestense, e con San Domenico Sasso, il successore di San Domenico alla guida dell’ordine domenicano. Una tradizione associa la famiglia anche al leggendario Beato Gerardo, fondatore dell’Ordine dei Cavalieri di Malta.

La famiglia Sasso si stabilì a Ravello intorno al 1710, quando Domenico Diego Sasso acquistò i resti del Palazzo della nobile famiglia Bonito, principi di Casapena, e lo restaurò. Nel 1756, il figlio di Domenico Diego, Andrea, costruì la Cappella dedicata a Santa Maria Maddalena Penitente, oggi ricevimento dell’albergo. Andreà morì nel 1758 senza eredi e il Palazzo conobbe una fase di oblio e decadenza. Nella prima metà dell’Ottocento, i Camera, una ricca famiglia di industriali e latifondisti, acquisirono il Palazzo. Intanto nella seconda metà del XIX secolo, i primi visitatori stranieri iniziarono ad arrivare a Ravello: tra questi Francis Neville Reid che comprò e restaurò Villa Rufolo e successivamente nel 1880, Richard Wagner. Quando nel 1905 Lord Grimphorpe comprò Villa Cimbrone, cominciarono ad arrivare personalità come Virginia Woolf, E.M. Forster, Maynard Keynes, D.H, Lawrence and Andre Gide. Quindi i Camera, sull'esempio delle altre famiglie locali, decisero di trasformare il Palazzo in albergo e nel 1928 lo affidarono in gestione alla famiglia Vulliemieur. Sotto tale gestione, il Palazzo fu conosciuto come Hotel Palumbo, diventando dimora di personalità illustri del mondo dello spettacolo e della cultura. Vi soggiornarono re e statisti, come la Duchessa Anna D’Aosta o il generale Eisenhower, e artisti di spicco, tra cui Eduardo De Filippo, impegnato nella stesura di “Sabato, Domenica e Lunedì”, Humphrey Bogart e la Lollobrigida durante le riprese del film "Il tesoro d'Africa", o la celebre coppia Bergman e Rossellini. Improvvisamente nel 1978 la gestione dei Vuillemieur fu terminata e la struttura fu nuovamente chiusa e lasciata cadere in abbandono fino al recente acquisto da parte della famiglia Avino nel 1995.

Il Presente

Sapientemente ristrutturato nel rispetto delle strutture originarie, il Palazzo è ritornato ai suoi antichi splendori con la riapertura nel luglio del 1997. Un successo immediato, questa splendida struttura diventa famosa per il suo panorama mozzafiato, la sofisticata eleganza, l’incomparabile ospitalità e il ristorante due stelle Michelin. Dal 2013, questo gioiello della Costiera Amalfitana sarà ancora più splendente portando, con molto amore e orgoglio, il nome della famiglia fondatrice. Palazzo Sasso diventerà Palazzo Avino.

“Amo il Palazzo”, dice Mariella Avino, Managing Director. “Amo la sua incomparabile posizione, il panorama mozzafiato. Ogni singolo elemento di questo speciale Palazzo costituisce fonte di orgoglio. Mi sento legata a questo luogo, perché ci sono cresciuta. Di questo luogo ricordo la storia e il duro lavoro di mio padre per riportarlo alla vita. Di questo magico luogo vivo il presente. Con il cuore pieno di orgoglio, passione e amore sono pronta, insieme alla mia famiglia, a scrivere un fantastico futuro”