• Palazzo Avino, Where The See Stands Still - Marco Nereo Rotelli

Introduzione di Mariella Avino

Difficile immaginare come un luogo della memoria, del proprio cammino, del proprio vissuto possa d’un tratto vestirsi di una luce nuova… Ecco apparire un diverso angolo, un’interpretazione inesplorata di uno scorcio consueto, un nuovo percorso, un inatteso gioco di luci, un colore improvvisamente unico del cielo, del mare, del tutto…
Ed ecco che gli archi, le volte, il “Palazzo”, i muri, la natura assumono un nuovo significato, diverso… diverso nella sua pienezza, diverso nel messaggio che trasmette… Così le corde del cuore cominciano a suonare…
Non si conoscono mai veramente i luoghi o forse non è facile conoscerli veramente… Pensavo di conoscerti Palazzo, e invece, non sapevo che i tuoi volti più magici li avrei scoperti grazie ad un incontro con l’Arte…
Questo progetto è l’interpretazione dell’anima del luogo, del “mio” luogo, del “nostro” luogo, in fondo è di tutti coloro che lo fanno proprio…
Le opere di Marco Nereo Rotelli sono delle istantanee, fulminee interpretazioni della magia del luogo… L’azzurro nelle sue varie forme, sfaccettature, fluttuazioni, mutazioni… Ciascuna opera camaleonticamente “si affaccia” al mare, al cielo, alla terra e ne dà la sua unica, irripetibile versione riflessa… Sì mi piace immaginarle come “specchi” queste opere… In fondo riflettono il meglio, il più bello, l’unico che c’è qui, nel Palazzo e nei suoi dintorni…
Le opere “camminano”, “esplorano” il luogo, “parlano” con le sue mille dimensioni… Ecco una “forma umana” affacciarsi nel pozzo, un violino aleggiare negli eleganti saloni, un “love” perdersi nei colori del cielo all’alba, uno specchio anelare lo scorrere scrosciante della cascata…
In fondo sì mi sento come la ragazza dal collo bianco dal profilo sonnambulo… È la bellezza che stordisce, che intorpidisce e io ne sono inebriata, stregata, grazie al Palazzo, alla sua magia, all’unica e irripetibile interpretazione che ne viene data.